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La carica dei 68 gondolieri respinti
Si sono presentati per sostenere la seconda prova e hanno scoperto che l'esame era stato rinviato
Il rinvio della seconda prova di esame per l'ammissione al corso di formazione per gondolieri ha scatenato un vero putiferio.
E probabilmente è solo l'inizio di una lunga serie di battaglie tra concorrenti.
La lotta per accedere a uno dei venti "preziosi" posti del corso di formazione promosso dall'Ente Gondola si annuncia assai lunga.
Nessuno intende perdere l'occasione di diventare sostituto gondoliere, anche se di nuove licenze non si parla.
Scena I: ore 10, istituto Algarotti.
Protagonisti: i sessantotto aspiranti gondolieri che hanno passato la prova di voga lo scorso luglio, il direttore dell'Ente Gondola Roberto Süssberg, alcuni membri della prima commissione esaminatrice.
Il direttore Süssberg richiama l'attenzione degli, esaminandi presentatisi per sostenere il test attitudinale ed è una vera e propria doccia fredda per tutti: la prova è stata spostata in attesa di esaminare il ricorso amministrativo presentato dalla cittadina tedesca Alexandra Hai che contesta la commissione gludicatrice perché non in regola con la legge per le pari opportunità.
"Comunque - spiega il direttore - niente paura: entro un massimo di trenta giorni la situazione sarà risolta e la prova espletata ben prima dell'inizio del corso"
Scena II: gli aspiranti gondolieri, che non sapevano nulla della sospensione del concorso, si sentono traditi e, in massa, iniziano una vera e propria "maratona" per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla loro situazione, minacciando di ricorrere alle vie legali contro il presi dente dell'Ente Gondola, Franco Vianello Moro.
«Abbiamo saputo dello spostamento della prova dal giornali - spiegano inferociti - nessuno ci ha comunicato ufficialmente nulla.
Non è legale sospendere un concorso pubblico in questo modo, unicamente per una decisione presa dal presidente Vianello Moro.
L'esame va portato avanti fino in fondo, la nostra prova non va messa in discussione, il ricorso della tedesca deve essere esaminato solo una volta espletato completamente il concorso».
I 68 concorrenti sono assai critici sia con l'Ente Gondola che con Alexandra Hai: «Se ha visto che la commissione non era in regola con la legge per le pari opportunità - affermano - Alexandra poteva benissimo rifiutarsi di sostenere la prova.
Invece è stata zitta e sarebbe sicura mente rimasta in silenzio se avesse superato l'esame di voga.
E non è pensabile che nella commissione esaminatrice ci fossero donne perché non ci sono donne gondoliere».
«Ho personalmente scelto di non comunicare ai concorrenti la sospensione della prova attitudinale il giorno prima - spiega Süssberg - per non penalizzare nessuno.
La decisione del rinvio è stata presa solo alle 15.30 di lunedì, c'era il rischio che non tutti i partecipanti ricevessero il telegramma di avviso.
Ho preferito perciò dare la comunicazione personalmente a tutti, per spiegare bene la situazione».
«È un'esagerazione, entro la fine del mese avranno una risposta e sarà fissata la data del test attitudinale - afferma il presidente Franco Vianello Moro.
La decisione del rinvio è stata presa unicamente per tutelare l'Ente Gondola e gli stessi concorrenti.
Del resto, ho tutto il diritto e il potere di sospendere e rinviare la prova.
Se avessimo fatto ugualmente l'esame ieri Hai avrebbe presentato ricorso al Tar e sarebbero stati guai: il ricorso ha qualche fondatezza e ci sarebbe stato il rischio di dover ripetere tutto il concorso, mentre il consiglio dell'ente intende trovare una soluzione che garantisca ai 68 giovanili risultato conseguito».
Il presidente Vianello Moro fa capire che il vero colpevole del rinvio è il maschilismo imperante nella categoria: «Avevo chiesto ai tre gondolieri della commissione - spiega - di far partecipare Alexandra alla prova teorica "sub judice", in attesa del l'esame del ricorso.
Non hanno accettato la mia proposta e mi hanno costretto a spostare la prova».
Daniela Ghio |