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Lettere a la Nuova Venezia
SOLIDARIETA' PER ALEX
Ad Alex la Gondoliera e all'Ente Gondola,
Scrivo da lontano, spettatrice impotente della fine di un Sogno Veneziano.
Scrivo come donna, come figlia di un'Isola antica, in grado di comprendere (spero), legami d'acqua e codici di vita a volte discutibili a volte inviolabili.
Sono inviolabili le tradizioni millenarie di qualsiasi popolo, solo se ne ledono i diritti, se ne causano danni irreparabili, se ne minacciano l'estinzione.
A volte si infrangono per amore.
Alex, ha fatto tutto questo cercando di realizzare il proprio sogno?
Ha messo in serio pericolo la «casta» dei gondololeri capitanata da un Ente Gondola imbalsamato che perde ripetutamente i ricorsi opposti a giusta ragione.
Si sa, se qualcuno perde un ricorso è chiaro che ha fatto qualcosa di sbagliato.
Alex non ha fatto niente di tutto questo, ha solo dimostrato, che una donna può vogare una gondola di 11 metri come e più di un uomo.
Intollerabile affronto al maschio-veneziano-gondoliere.
Non importa se un esame non ti va bene, perché in qualche modo ci si arrende di fronte alla cattiveria: ciò è umano.
Ognuno di noi proprietario di coscienza, sa che il limite di sopportazione alle umiliazioni è molto sottile.
Alex si è misurata troppe volte, con questo limite.
Lascia pure Venezia Alex, un amore non ricambiato può fiorire altrove.
Auguro ogni bene alla prossima donna gondoliera (in fabbricazione), che sarà venexiana, figlia di gondoliere, plurifidanzata di gondoliere che salirà al trono passando sopra la schiena scorticata dell'Altra che per anni ha vogato Venezia d notte nei suoi silenzi.
Previsione azzardata?
Solo il tempo mi darà torto o ragione.
L'unica certezza che ho in questo momento grazie all'Ente Gondola è che «il Piave mormorò non passa lo straniero».
E' solo una canzone.
Gabriella Can
Olbia |